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Google raddoppia il valore delle azioni dal collocamento
in agosto. Le banche d’affari: andrà a 200 dollari
New economy, la riscossa di Internet
Rinascita di Amazon che triplica l’utile, titolo
penalizzato in Borsa. Decollano i ricavi di Yahoo
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Il quartier
generale di Yahoo! in California (Ap)
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Fatturati che aumentano del 30, del 50, anche del 100%.
Profitti che raddoppiano o che, addirittura, triplicano.
Mano a mano che escono i risultati finanziari del
trimestre fra giugno e settembre, quella che si sta
delineando è la grande rivincita della internet economy .
Soprattutto di quel manipolo di aziende americane che sono
ormai viste come il «simbolo» del settore, sia perché
costruite su «modelli di business» che non potevano
esistere prima del web, sia perché sopravvissute al crollo
della bolla speculativa di fine anni ’90. Da Yahoo a eBay,
da Amazon fino a Google (una new entry in Borsa, ma
fondata sei anni fa) stanno tutte correndo a due, se non a
tre cifre. Proprio da Google, il celebre motore di ricerca
inventato da Sergey Brin e Larry Page nel dormitorio
dell’università di Stanford, sono arrivati ieri i dati più
sorprendenti. La prima trimestrale da quando il titolo è
stato quotato al Nasdaq dice di un fatturato che, dai
393,3 milioni di dollari dello stesso periodo del 2003, ha
raggiunto gli 805,9 milioni. Gli utili sono passati da
20,4 a 52 milioni di dollari, vale a dire da 8 a 19
centesimi per azione. Il business model di Google, basato
sulle inserzioni pubblicitarie «mirate» che compaiono
accanto ai risultati delle ricerche, sembra insomma
funzionare perfettamente. E il trimestre avrebbe potuto
chiudersi anche meglio: senza gli accantonamenti per le
stock option dei dipendenti e, soprattutto, quelli per
chiudere un paio di cause legali con Yahoo, i profitti
trimestrali sarebbero arrivati a 125 milioni di dollari.
In Borsa, il titolo Google ha preso il volo: più
16,2% solo nella seduta di ieri, tanto da arrivare a 173
dollari, più del doppio rispetto al prezzo di quotazione
dello scorso agosto. E fra banche d’investimento e gestori
di fondi sembra già risorgere quell’«irrazionale
esuberanza», come l’aveva definita il presidente della
Federal Reserve Alan Greenspan, che era stata alla base
dell’ondata speculativa sui titoli del Nasdaq fine anni
’90. Il Prudential Equity Group, per esempio, si è
affrettato ad alzare la valutazione di prezzo di Google da
130 a 200 dollari. «A nostro parere - ha scritto ai
clienti Mark Rowen, analista di Prudential - investire in
Google significa partecipare a un società molto esposta
all’andamento del mercato pubblicitario on line,
attualmente in forte crescita».
Ma come Google, se non di più e certamente da più a lungo,
continua a correre eBay, Nel terzo trimestre la
società di aste on line (meglio, una specie di Borsa merci
per le compravendite di beni fra privati), guidata da Meg
Whitman, ha registrato utili netti in aumento del 76%, a
182,3 milioni di dollari, su un fatturato cresciuto del
52%, a 805,9 milioni. E per il 2005 le previsioni sono di
un più 30% dei profitti, più 35% il fatturato.
Allo stesso modo Yahoo, il portale simbolo di internet, ha
messo a segno nel periodo giugno-settembre una performance
da iperbole: sia gli utili sia il fatturato moltiplicati
per tre, rispettivamente a 253 e 907 milioni di dollari.
Più faticoso appare il percorso dell’altra azienda leader
dell’economia legata a internet, quella Amazon.com
che fino a un paio d’anni fa il suo fondatore e presidente
Jeff Bezos aveva il vezzo di definire «la più famosa
società in perdita del mondo», e che ora sforna conti ben
al di sopra della linea di galleggiamento. Nell’ultimo
trimestre, la ex libreria online (che in realtà vende
ormai di tutto) ha triplicato gli utili rispetto agli
stessi tre mesi del 2003 (portandoli a 54,1 milioni di
dollari), su un fatturato in crescita del 29%, a 1,46
miliardi di dollari. Eppure ieri, alla diffusione dei
dati, il titolo è precipitato al Nasdaq del 12,5%, sulla
scia della delusione degli investitori per le previsioni
sui conti dell’intero 2004 (fatturato «solo» di 6,68
miliardi di dollari e utili fra 415 e 475 milioni). Un
segno che, dai campioni della internet economy , il
mercato si attende ormai molto più di una rivincita.
Giancarlo Radice Fonte Corriere della Sera
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